martedì 16 settembre 2008

Il primo giorno di scuola



Il primo giorno di scuola, dell’anno scolastico 2008/09 ha un doppio aspetto.
Da un lato si apre con la faccia gioiosa di insegnanti che accolgono i nuovi alunni e salutano quelli che rivedono dopo il periodo delle vacanze. Tuttavia in ogni paese, in ogni città , in ogni muro si leggono i cartelli che protestano contro le misure del nuovo Ministro dell’istruzione, che con il decreto 137 propone decurtazioni del tempo della scuola, e dell’offerta formativa; del numero degli insegnanti, e del sostegno agli alunni diversamente abili; e minaccia, con il rientro dei voti una nuova ondata di selezione.

UNICO
mi sembra la parola più usata, una parola che è anche chiave per leggere il pensiero di questi nostri governanti.
Unico, ovvero irripetibile, non simile ad alcun altro, non confrontabile.
Parola in voga in una società di figli unici, di uomini e donne single.
Essere unici, un mito che sembra sostenere identità fragili , bisognose di omologarsi ma contemporaneamente di distinguersi .
Poi ci si accorge che sotto il desiderio di essere troppo unici, si nasconde una impossibilità a credersi simili agli altri, cioè diversi ma uguali quanto basta per aver con loro delle relazioni (umane, professionali, affettive..) .
Unici, un corollario del voler essere sempre primi…
Isolati e soli come i numeri primi, come nella metafora usata dal bel libro di P. Giordano: il quale ci racconta come di unicità e solitudine si può morire…
Ma crescere è un continuo frutto di scambio di relazione, di attaccamenti e distacchi, di identificazioni personali e sociali, di apprendimenti alla socialità e alla cooperazione.
Si è iniziato a parlare, a consigliare l’uso del grembiule, come una protezione dai laboratori di pittura…Ma quando i principi di eguaglianza si vestono con divise, viene il pensiero che si miri a mettere tutti, allievi, maestri e accudenti in uniforme.
Un pensiero fastidioso , che sarebbe potuto tramontare se non avessimo riconosciuto subito dopo un analogo intento nella proposta di un insegnante unico per classe.
A esplicitare meglio il pensiero è arrivata una nota di agenzia che attribuisce a un ministro la declinazione : a un maestro è stato avvicinato un libro e un voto.
Quello che manca a completare la declinazione …. Lo immaginiamo tutti.
Pensieri semplificatori in epoche in cui la complessità del vivere ci indurrebbe a pensare al presente e al futuro della nostra scuola con qualche coraggio, con qualche nuova idea.
Che per esempio i nostri ragazzi, più ancora di noi, vivranno gli Uni accanto agli Altri , ed è questo che la scuola della costituzione dovrebbe insegnare.
Domenico Canciani

6 commenti:

MCE Group ha detto...

Mi dispiace non essere stata presente all’incontro del Mce: volevo capire meglio le direttive governative che si vorrebbero attuare e i possibili provvedimenti che noi potremmo adottare.
Credo fermamente nella scuola pubblica. Credo in questa scuola come ereditá lasciataci dai nostri nonni. La dobbiamo conservare con tutte le nostre forze, perchè ha permesso ai nostri predecessori di poter varcare la soglia della cultura, permettendo anche a loro il sapere, nei tempi in cui il fratello maggiore lavorava per dare possibilità al fratello minore di studiare.
Ieri sull'ultimo libro di Pennac "Diario di scuola" ho letto che: "la Scuola è fatta principalmente da insegnanti".
Noi siamo l'acqua che sgorga dalla sorgente. I bambini sono delle tine in cui raccogliere il sapere.
Noi non possiamo fare a meno di loro, come loro non possono fare a meno di noi.
Se l'acqua verrà a mancare chi si disseterà?
Mi scusi, ma è un pensiero che sentivo di dover divulgare.
sabrina

MCE Group ha detto...

Attenzione al Gelmini-pensiero: modo subdolo di presentare i problemi e di dare per scontate le soluzioni. Non dice ad esempio che per trovare i finanziamenti necessari basterebbe innalzare di qualche decimo la percentuale di PIL da destinare all'istruzione pubblica, visto che la nostra cifra è miseramente agli ultimi posti dei paesi cosiddetti civili.
Sulla salvezza del tempo pieno non avete anche voi gli stessi dubbi che ho io?
C'è il rischio che si mantenga l'orario di 40 ore, ma riducendo il numero degli insegnanti, affidando magari l'assistenza a mensa a cooperative!
Visto che si torna indietro di 25 anni con il maestro unico, potrebbero tornare al vecchio doposcuola…
Dobbiamo aspettarci presto, come temo, nuovi decreti legge che produrranno tagli alle ore in ogni ordine di scuola, perchè la cifra di 87.000 tagli riguarderà tutti.
Teniamoci in contatto e mandate le vostre osservazioni… abbiamo in mente di scrivere un documento piuttosto articolato di docenti da far conoscere a docenti, genitori e stampa.
Mauro

MCE-Venezia ha detto...

Si profila un attacco senza precedenti alla scuola elementare.
Il ritorno del maestro 'tuttologo' costituisce una semplificazione-impoverimento che non possono in alcun modo funzionare, con maestri/e più giovani che possono non aver mai fatto matematica o storia… con le specializzazioni dei corsi universitari.. Il team docente, per certi versi criticabile (allora si parlò di secondarizzazione della scuola elementare), é stato comunque attivato gradualmente con una precedente formazione di tutti i docenti sui programmi '85...) di tutti. Qui si tenta di rovesciare il percorso, di azzerare il concetto di 'ambiti disciplinari', di tornare alle materie dei programmi del '55 (altre possibilità non se ne vedono, data l'opinione di Gelmini sulla 'semplicità' delle 'poche' cose da insegnare.....) con 24 ore su sei giorni ( di cui 2 di IRC, figurarsi se viene tolta...quindi è anche una 'falso unico'...), con l'inglese, con 20 minuti di intervallo al giorno che in sei giorni fanno due ore...rimangono sì e non 18 ore di insegnamento nozionistico.

Sui votì - e annessa documentazione - registri, note intermedie, agende, osservazioni sistematiche, verifiche, tutta la strumentazione che la scuola si é data dal 1977- occorre aprire un grande dibattito, richiamare in campo idee-forza ( la classificazione degli alunni, la sommatività e l'arbitrarietà-soggettività delle votazioni numeriche, la sanzione sociale) e prospettare forme di obiezione: voto unico, mantenimento del giudizio, stili di apprendimento ( verranno votati con un numero? i visivi avranno di più o di meno degli uditivi? gli analitici dei globali?)
Tutto l'armamentario che viene 'riscoperto' delinea una scuola pubblica povera, selettiva, competitiva, ridotta a funzione di controllo sociale, lasciando il campo alle privatizzazioni, alle offferte formative esternalizzate, alla manipolazione indotta da media sempre più concentrati e concentrazionari.
DOBBIAMO DIMOSTRARE scientificamente e culturalmente l'insostenibilità di questa scuola, di questo modello radicalmente antisociale che apre spazi al fai da te, all'arte di arrangiarsi, alla terzomondializzazione delle pratiche educative. Dobbiamo rifiutarci di ridurre in pillole il sapere, di frammentare le menti, di asservire i nostri alunni al mercato…
giancarlo

MCE-Venezia ha detto...

Si profila un attacco senza precedenti alla scuola elementare.
Il ritorno del maestro 'tuttologo' costituisce una semplificazione-impoverimento che non possono in alcun modo funzionare, con maestri/e più giovani che possono non aver mai fatto matematica o storia… con le specializzazioni dei corsi universitari.. Il team docente, per certi versi criticabile (allora si parlò di secondarizzazione della scuola elementare), é stato comunque attivato gradualmente con una precedente formazione di tutti i docenti sui programmi '85...) di tutti. Qui si tenta di rovesciare il percorso, di azzerare il concetto di 'ambiti disciplinari', di tornare alle materie dei programmi del '55 (altre possibilità non se ne vedono, data l'opinione di Gelmini sulla 'semplicità' delle 'poche' cose da insegnare.....) con 24 ore su sei giorni ( di cui 2 di IRC, figurarsi se viene tolta...quindi è anche una 'falso unico'...), con l'inglese, con 20 minuti di intervallo al giorno che in sei giorni fanno due ore...rimangono sì e non 18 ore di insegnamento nozionistico.

Sui votì - e annessa documentazione - registri, note intermedie, agende, osservazioni sistematiche, verifiche, tutta la strumentazione che la scuola si é data dal 1977- occorre aprire un grande dibattito, richiamare in campo idee-forza ( la classificazione degli alunni, la sommatività e l'arbitrarietà-soggettività delle votazioni numeriche, la sanzione sociale) e prospettare forme di obiezione: voto unico, mantenimento del giudizio, stili di apprendimento ( verranno votati con un numero? i visivi avranno di più o di meno degli uditivi? gli analitici dei globali?)
Tutto l'armamentario che viene 'riscoperto' delinea una scuola pubblica povera, selettiva, competitiva, ridotta a funzione di controllo sociale, lasciando il campo alle privatizzazioni, alle offferte formative esternalizzate, alla manipolazione indotta da media sempre più concentrati e concentrazionari.
DOBBIAMO DIMOSTRARE scientificamente e culturalmente l'insostenibilità di questa scuola, di questo modello radicalmente antisociale che apre spazi al fai da te, all'arte di arrangiarsi, alla terzomondializzazione delle pratiche educative. Dobbiamo rifiutarci di ridurre in pillole il sapere, di frammentare le menti, di asservire i nostri alunni al mercato…
giancarlo

Anonimo ha detto...

QUANDO SI INSEGNA A UN BAMBINO
SI CAMBIA IL FUTURO DEL MONDO
Maria Montessori
Grembiuli
Voti
Maestro unico
24 ore di scuola
MINISTRO … NO GRAZIE!!
scuola primaria- Veneto

Grazie per il documento, dolente, ma non rassegnato né rivoltoso.
Quanto a Cittadinanza e Costituzione, nuovo nome dell'educazione civica "cenerentola cacciata dalla porta", come giustamente dite, impegniamoci a darle una mano a rientrare almeno dalla finestra! Buon anno scolastico.
luciano c.

Penso che lo sforzo che dobbiamo continuare a fare come associazione è di tenerci in rete con le altre, sviluppare per quanto si riesce una contro-informazione il più martellante e capillare possibile, sostenere le azioni comuni di lotta ( se è vero che C'è chi dice no), stimolare i pedagogisti o intellettuali che ci sono vicini a ragionare e far sentire la propria voce (volevamo che la scuola fosse al "centro del dibattito": ora c'è... anche se non è sempre un dibattito culturale!),
E' vero che il numero di partecipanti alla scuola estiva non è stato alto, ma c'era voglia di pensare, di sperimentare. La vecchia idea della banca dati delle nostre possibilità di formazione... forse è un'esigenza di "nicchia" oppure se ne sente il bisogno in questo momento di attacco alla scuola?
"La scuola verso ...40 anni fa...” occorre rileggere il senso delle innovazioni e delle conquiste di quel cammino. Cosa possono dire ancora oggi, quale forza ne possiamo trarre, come riattualizzarle.
cagliari.gio@aliceposta.it

… Le cose vanno davvero male, forse è più facile essere opposizione, ma mi pare di leggere una stanchezza, un disorientamento, uno sfinimento che non so che cosa si potrà fare come opposizione. In termini militari l’esercito non è solo sconfitto, mi pare un po’ allo sbando. È anche vero che l’8 settembre servì alla resistenza, e anche allora c’era un esercito allo sbando, ma c’era un nemico condiviso, dei valori comuni. Ora non lo so che cosa abbiamo su cui poter contare..
cristina c.

… Io penso e spero che questo decreto possa rivelarsi in un boomerang per il governo, e per
la Gelmini in particolare, se verrà efficacemente contrastato. Troppa sciatteria, troppa incompetenza, troppa inaffidabilità (la scoperta del concorso a Reggio Calabria è un brutto colpo per il ministro ).
Penso che quello che vogliono davvero sia tagliare e privatizzare il più possibile, ma pensavano di aver gioco facile ricorrendo ad un presunto senso comune sulla scuola che evidentemente non è quello che pensavano…. Il problema è che la scuola avrebbe bisogno di ben altro che di tagli e propaganda... Perciò le prese di posizione sono importantissime.
diana c.

Qualche giorno fa i docenti del mio istituto hanno voluto discutere del decreto Gelmini alla fine di un collegio. In generale c'è costernazione e rabbia. In particolare da parte di molti insegnanti c'è la preoccupazione del ritorno ai voti, visti come elemento di forte discriminazione e di una valutazione basata solo sul rendimento, di vanificazione del lavoro di questi anni basato sull'interezza dello studente.
Si chiede di coinvolgere i genitori per una discussione sui voti.
Qualcuno vorrebbe applicare il decreto mettendo i voti fin da subito nelle verifiche pensando che in questo modo le famiglie si ribelleranno...
Molti docenti della primaria hanno sollevato anche le problematiche relative al docente unico: c'è l'idea che il governo non arriverà a tanto e che i sindacati faranno qualcosa. Quindi rabbia, ma anche incredulità e speranza che si riesca a fermare il disegno come è stato fatto con il ritiro del tutor proposto dalla Moratti…. servirebbe qualche idea-guida sull'uso dei voti, soprattutto alla secondaria. Mi sembra un argomento molto forte dal punto di vista educativo che può coinvolgere tutti i docenti…
paola f.

Simona ha detto...

Sono un'insegnante precaria di scuola primaria. Una di quelle che dall'anno prossimo, per merito, ma sarebbe meglio dire per demerito, della ministra, probabilmente non lavorerà più.
La ministra parla spesso di merito, ma io non penso di meritarmi di non insegnare più.
Ho una laurea presa a pieni voti che dice che ho i titoli per insegnare.
Ma più della laurea è l'impegno e la passione con cui ogni giorno faccio il mio lavoro che dimostra che non dovrei dover perdere il posto.
E' la gratitudine che genitori ed alunni ogni anno mi dimostrano, quando mi chiedono se l'anno dopo tornerò da loro.

Come me sono migliaia in Italia i precari che non entreranno mai in ruolo, non perchè non se lo meritano, ma perchè per loro, nonostante i titoli, l'esperienza, la passione e, perchè no, il talento, non ci sarà più posto.
Ma di certo, dopo che questa riforma andrà in porto, non ci sarà più posto per troppe cose nella scuola pubblica italiana.

Grazie per lo spazio che mi concedete.
Simona