sabato 4 ottobre 2008

NO CLASSI-GHETTO


In Senato e alla Camera, la Lega Nord (e non sola) ha presentato proposte per l’istituzione di classi-ponte per ragazzi che arrivano nel nostro Paese, e come prescrive la carta dei diritti del bambino, vengono iscritti a scuola, ovviamente, senza dover conoscere preventivamente la lingua italiana.
Lo scopo di formare classi separate, frequentate da portatori di lingue diverse fra loro (slave, turche, arabe, africane, asiatiche…sono molte le nazionalità presenti nelle nostre scuole) non sembra affatto quello dichiarato di una rapida ed efficace alfabetizzazione.
L’effetto collaterale voluto è ritornare alle classi differenziali producendo separazione, esclusione, espulsione di quanti sono “diversi”.
Si vuole infatti ignorare che parlare e scrivere i propri pensieri in un’altra lingua avviene nel modo più naturale per via diretta (full immersion) in condizioni dialoganti, capaci di ridare senso all’apprendimento che si sta proponendo.
Si vuole ignorare che mettere insieme bambini di sesso diverso, di età diverse, di colore diverso, di diverse provenienze linguistiche, culturali, sociali e religiose è la strada più bella (e consolidata) per contribuire a creare un mondo nuovo, capace di scambio, rispetto, convivenza.
Le classi-ponte (frutto della malafede di chi soffia sulle paure e sui fantasmi etnico-culturali) sono candidate a divenire classi-ghetto: finiranno per bloccare ogni sforzo di inter-azione da ambo le parti, fino a generare l’opposto dell’integrazione che dicono di volere, cioè mostri di odio e intolleranza, e conflitti.